Di ritorno dalla visita dei vescovi pugliesi presso il Santo Padre, S.E. Mons. Filippo Santoro ha voluto condividere questa sua testimonianza con la comunità diocesana.
L’incontro con Sua Santità Papa Francesco del secondo gruppo di vescovi della Puglia è stato di una semplicità, di una cordialità e di una bellezza straordinarie. Abbiamo presentato al Santo Padre l’ esperienza cristiana dei fedeli della nostra regione. Ha voluto ascoltarci tutti con grande attenzione, come un padre interessato ai suoi figli, come un nostro fratello.
La Puglia è una delle regioni, in Italia e in Europa, in cui la fede continua ad essere ‘un fatto di popolo’. Ciò è dovuto, tra altri, al fatto che la stessa abbia una grande ricchezza di Santi e all’azione, saggia e intelligente, dei pastori che si sono succeduti alla guida delle varie diocesi. Un altro elemento è dato dalla formazione dei sacerdoti avvenuta in maniera unitaria e seria prevalentemente nel seminario regionale di Molfetta. C’è, nella nostra penisola, una ricchezza di arte, di tradizioni popolari, ed una vivacità della esperienza di fede che si sta sviluppando in una crescente attenzione ai problemi della missione e della società, concretizzandosi in una intensa attività a sostegno delle persone più provate dalla crisi.
Sono state presentate a papa Francesco le emergenze di fronte alle quali ci troviamo, quali quella educativa e quella del lavoro, in questo tempo di crisi economica morale e culturale.
Così come abbiamo presentato anche l’emergenza legata alla contaminazione dell’ambiente e alla difesa della salute e della vita. Il vescovo di Ugento ‘ Santa Maria di Leuca ha dedicato un riferimento al ministero apostolico e sociale di Don Tonino Bello che ha trovato il Santo Padre vivamente interessato.
Nel mio intervento ho esordito ringraziandolo per quanto ci ha detto domenica scorsa durante la canonizzazione dei Martiri d’Otranto: “Lo que tememos de mas valioso és Cristo y su evangelio”. Ciò che abbiamo di più caro è Cristo e il suo vangelo. Poi ho aggiunto: “Santità la ringraziamo per indicarci l’elemento essenziale del cristianesimo con semplicità immediata, con il cuore, mostrandosi vicino a tutti come padre buono”.
Seppur brevemente, a causa dei tempi del cerimoniale, ho parlato al Papa del dramma vissuto da Taranto negli ultimi tempi, dell’ingiusto conflitto tra salute e lavoro, ed ho citato l’intervento di Papa Benedetto a favore della nostra gente nell’angelus del 29 luglio del 2012. Ho anche parlato della fede e della religiosità popolare della nostra gente, delle vocazioni sacerdotali e del bel lavoro fatto dai nostri sacerdoti. Poi a fine incontro l’ho invitato nella nostra città: “Santità, a nome di tutti i tarantini, dal più piccolo al più grande, gente ricca di fede e di buona volontà, le chiedo di venire a Taranto per per infondere speranza nuova a tutti noi”. Il Papa mi ha subito risposto: “Sono qui da due mesi; vedrò com’è la situazione e, intanto, vi porto tutti nel cuore”. C’è quindi una porta aperta che fa ben sperare e c’è una intensa vicinanza alla difficile situazione che stiamo vivendo.
Durante “Visita al limina” oltre al Santo Padre si incontrano anche i dicasteri della curia romana con i rispettivi cardinali presidenti. Sono stati tutti incontri molto cordiali in cui i vescovi pugliesi hanno presentato la situazione della nostra regione dal punto di vista dell’esperienza della fede e della azione pastorale.
Il Santo padre ha accolto anche questo secondo gruppo di vescovi della Puglia con grande cordialità e ci ha incoraggiati in un clima di vera paternità e fraternità.
