Giuseppe Toniolo tra passato e presente
Una santità laicale ‘feriale’

Risultanze del Congresso dell'AC sul Toniolo

L’Azione Cattolica Diocesana congiuntamente al Centro di Cultura dell’Università Cattolica ‘Lazzati’ di Taranto ha ricordato con un Congresso, dal titolo «Giuseppe Toniolo. Cattolici e Società», la figura dell’eminente Studioso di Economia, laico di spessore nella scena sociale italiana d’inizio ‘900.
Ai lavori congressuali, svoltisi venerdì scorso nell’Istituto Commerciale ‘Pitagora’, hanno partecipato il pronipote del Beato, Prof. Gianni Toniolo, Docente di Economia alla ‘Luiss’ (Roma) e alla ‘Duke University’ (North Carolina), il Giornalista Dott. Angelo Bertani, la Presidente Diocesana di AC Prof.ssa Angela Giungato con l’Assistente Ecclesiastico Diocesano Unitario Don Giuseppe Costantino Zito, il Dirigente dell’Istituto Prof. Francesco Terzulli e l’Onorevole Mimmo Amalfitano.
L’occasione è stata offerta dalla recente beatificazione, lo scorso 29 aprile, di un laico di AC che ha saputo ben coniugare gli studi economici di alto profilo con la Fede, l’amore per la famiglia e per una Società, che stava vivendo un cambiamento epocale.
«Di Giuseppe Toniolo ‘ spiega il pronipote ‘ bisogna anzitutto ricordare la santità, perché visse una vita cristianamente esemplare. Fu, inoltre, un pensatore e l’innovatore della visione sociale e politica del Suo tempo con alcune idee forti come quella, ancor oggi considerata, di un’organizzazione sociale basata sul principio di sussidiarietà».
Per il Relatore, la beatificazione di un laico di tale spessore è stato un segnale forte. «La ‘riscoperta’ del Toniolo, infatti, è stata oltremodo significativa. Egli era un laico, sposato, con numerosi figli. Immagino che la Chiesa oggi voglia dare maggiore risalto a queste figure laicali».
Il Dott. Bertani afferma che l’Economista «ebbe il coraggio di testimoniare i valori cristiani in un’epoca difficile per i Cattolici. I cardini della Sua vita furono: spiritualità, studio, coerenza di vita e fiducia nel poter riprodurre nel quotidiano gli habitus della vita cristiana. Toniolo ‘ continua il Giornalista ‘ seppe misurarsi con i cambiamenti del Suo tempo: Egli è una figura decisamente attuale».
Il Nostro spiccò nel panorama culturale italiano tra l’800 ed il ‘900. «Fondò le Settimane Sociali ‘ asserisce la Presidente di AC ‘ fu promotore della Società Cattolica Italiana per gli Studi Scientifici (che diverrà la futura Università Cattolica) e fu socio esemplare di Azione Cattolica. Egli fu un laico, che visse in un momento storico non facile: ciò fece crescere in Lui la speranza cristiana nel futuro».
Il Docente universitario ebbe anche un legame con Taranto. «Abbiamo scoperto un carteggio ‘ continua la Presidente ‘ tra Toniolo e l’Arcivescovo del tempo, Mons. Iorio. Difatti, nel 1901, il Beato trascorse qualche giorno nella città bimare in occasione del Congresso Nazionale dell’Opera dei Congressi, voluto a Taranto dallo stesso Presule».
E il legame tra il Toniolo ed il Capoluogo jonico si protrae fino ai giorni nostri: a proclamarLo beato il 29 aprile u.s. è stato proprio il Cardinale Salvatore De Giorgi, già nostro amato Arcivescovo ed ex Assistente Generale di AC.
«La Beatificazione ‘ commenta l’Assistente Unitario dell’AC Diocesana, Don Giuseppe Costantino Zito ‘ è stata una grande e singolare epifanìa di una Chiesa ‘di popolo’. L’insegnamento più importante del Beato per le nuove generazioni? ‘Abitare’ la storia umana, orientandola tutta a Dio. La santità cristiana, infatti, non è qualcosa di straordinario o di avulso dalla realtà, ma ‘ come ben ci ricorda il Concilio ‘ la si raggiunge, con la grazia di Dio, nel mentre si compiono perfettamente i doveri del mondo, giammai separando dalla propria vita l’intima e permanente comunione con il Cristo».