A margine della processione di San Cataldo, il Vescovo ai giornalisti: “Succede in tutto il mondo, perchè da noi no?”
Portare a Taranto un congresso scientifico internazionale con realtà che sono state già capaci di coniugare industria, lavoro salute ed ambiente. E’ l’idea coraggiosa lanciata ieri da monsignor Santoro nel corso dei solenni festeggiamenti in onore di San Cataldo (a margine il discorso pubblicato per intero, ndr). «L’idea di un congresso mi è venuta visitando le fabbriche ed i quartieri toccati dal degrado ambientale ‘ ha spiegato ai giornalisti il Vescovo dopo aver pronunciato il suo discorso dal balcone della chiesa del Carmine – ed anche i tanti malati negli ospedali. Ci vuole uno studio che coinvolga, ad esempio, l’Organizzazione Mondiale della Salute, persone indipendenti che possano dare un giudizio serenamente e fare un’analisi della situazione, senza interessi parziali o ideologie. Un momento di dialogo con tutti, ad ampio raggio. Ci sono degli esempi nel mondo in cui si è coniugata bene la difesa dell’ambiente con i posti di lavoro, perché ci dobbiamo rassegnare a questa opposizione? Quella di un congresso è un’idea che rientra nel discorso più ampio della concertazione, del dialogo. Ho voluto lanciare un messaggio di unione e di speranza». Adesso agli enti locali toccherà fornire delle risposte. «Per realizzare questo progetto mi aspetto un coinvolgimento di tutte le istituzioni ed anche del mondo accademico. L’obiettivo ‘ha proseguito il Pastore – è trarne un vantaggio tutti, avere una fotografia chiara della situazione del nostro territorio». Gli applausi di tutta piazza della Vittoria non si sono fatti attendere, anche quando monsignor Santoro ha fatto riferimento all’aumento dell’astensionismo al voto. «Io ho semplicemente constatato il fatto e a fine mese nel corso della Conferenza Episcopale Italiana, penso che approfondiremo anche questo aspetto, che non coinvolge solo Taranto. Quello che colgo è un segnale di disaffezione alla politica e bisogna fare un grande cammino per superarlo ed indicare una direzione diversa». Di contro però c’è da sottolineare il ritorno al desiderio di una politica fatta di valori, in cui l’impegno per la comunità diventa una forma di carità. «L’aspetto più importante ed interessante in questo momento è proprio l’iniziativa sociale. Con il Cataldus, ad esempio, sono state premiate persone che sviluppano un’iniziativa, che invece di fuggire dalla città, emigrando altrove, decidono di costruire. Sono venuto a conoscenza di cooperative di giovani neolaureati che si mettono insieme per progettare, magari guadagnando di meno. Dunque c’è tutta una potenzialità che nasce dalla carità sociale e questo è un frutto dell’esperienza della Chiesa, che offre una motivazione, rendendo le persone protagoniste del loro lavoro ed allo stesso tempo costruttrici di solidarietà e condivisione». Infine un commento sulla processione a terra del santo patrono. «Lo spettacolo di questa sera, con questa partecipazione corale ‘ ha concluso l’Arcivescovo – è un segno molto bello».
