Cerimonia di consegna dei “Cataldus d’argento”


Il premio, nato nel 1997, e perciò alla sedicesima edizione, è voluto dalla Camera di Commercio, in collaborazione con il comitato festeggiamenti patronali, per porre all’attenzione della comunità coloro che più e meglio s’impegnano per portare in alto il nome di Taranto, operando sul territorio o fuori della municipalità. Un segno di speranza, quindi, per la rinascita della nostra città, soprattutto nell’attuale momento di crisi.
Le segnalazioni che pervengono ogni anno vengono valutate da una giuria composta da un rappresentante della Camera di Commercio, dal presidente del comitatofesteggiamenti patronali e dai due vice presidenti e, sporadicamente, da un esponente dell’amministrazione comunale.
La statuetta in argento, appunto il ‘Cataldus’, è opera dell’orafo prof. Virgilio Mortet, di Oriolo Romano (in provincia di Viterbo) cui si deve le nuova statua di San Cataldo. Il prof. Mortet è stato anche quest’anno presente alla cerimonia quale segno di affetto per San Cataldo e per la nostra città, che lo hanno considerato degno dell’onore di aver realizzato l’argenteo simulacro del patrono, portato in processione nelle sere dell’8 e del 10 maggio.
Il premio, nato nel 1997, ed è perciò alla sedicesima edizione, è voluto dalla Camera di Commercio, in collaborazione con il comitato festeggiamenti patronali, per porre all’attenzione della comunità coloro che più e meglio s’impegnano per portare in alto il nome di Taranto, operando sul territorio o fuori della municipalità. Un segno di speranza, quindi, per la rinascita della nostra città, soprattutto nell’attuale momento di crisi.
Ecco i premiati di quest’anno.
Per il volontariato, il prof. Antonio Pasquali: per le sue doti umane e di mitezza e per la profonda fede che da sempre lo sostiene nel farsi prossimo agli altri con autentico spirito cristiano di carità e solidarietà, operando nel silenzio e con umiltà nel soccorrere i bisognosi e offrire la propria disponibilità in numerose iniziative umanitarie.
Per le professioni, il giudiceAugusto Bruschi: per l’alta professionalità con cui ha amministrato per quarantasei anni la giustizia, in qualità di magistrato, sempre attento ai valori umani e sociali, presupposti fondamentali su cui ha basato il suo impegno mirante al riscatto e al recupero della dignità di coloro che vivono nella solitudine della detenzione.
Per le attività sociali, l’ammiraglio Francesco Ricci: per il contributo di alto livello sociale e storico, profuso in questi anni nella cura del Castello aragonese di Taranto, attraverso l’organizzazione dei lavori di restauro, la ricerca archeologica e gli approfondimenti di carattere storico-culturali che hanno richiamato su questo gioiello dell’architettura militare del Quattrocento, l’attenzione di un numero sempre crescente di studiosi, turisti e visitatori provenienti dall’Italia e dall’estero.
Per la cultura, il sac. Antonio Rubino: per l’impegno culturale e didattico, che quotidianamente arricchisce il suo ministero sacerdotale e pastorale e ancora più per il contributo di alto valore storico-documentario della sua ricerca sulla pietà popolare religiosa, espressa nei secoli scorsi dalle Confraternite laicali di Taranto, le cui origini, il cui operato e la cui legislazione sono state esplorate con assoluto rigore filologico.
Per le attività imprenditoriali, i fratelli Perrone: per le capacità imprenditoriali di una famiglia che da tre generazioni opera a livello aziendale, sia sul territorio di Taranto sia a Napoli nel settore della produzione e la commercializzazione di prodotti per l’edilizia e la ferramenta, dando opportunità lavorative a decine di operai e con la speranza di contribuire ulteriormente al riscatto della città jonica.
Alla cerimonia, presenziarà l’arcivescovo, S.E.Mons. Filippo Santoro, con le maggiori autorità cittadine, sarà intervallata come ogni anno da esecuzionimusicali, questa volta affidate al ‘Francesco Greco Ensemble’.