Ecumenusmo e dialogo

di Maria Silvestrini

La giornata di oggi al Convegno è stata tutta incentrata sull’ecumenismo e il dialogo con le Chiese sorelle.
La liturgia della parola è stata aperta da S. E. Mons. Vincenzo Paglia, Vescovo di Terni e presidente della commissione Episcopale per l’ecumenismo ed il dialogo, ma le letture sono state commentate da S. Em. Gennadios Servos del Patriarcato di Costantinopoli e dal Prof. Gianni Long Presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia. Entrambi hanno sottolineato la possibilità di ritrovarsi mettendo a disposizione gli uni degli altri i propri doni. Ma particolarmente interessanti sono state le parole del Prof. Long che, commentando  la lettera di Pietro (4,8-11), ha allargato il significato ecumenico del termine ospitalità sottolineando che l’ormai consueta collaborazione fra le Chiese all’interno dei Convegni deve essere allargato ad una condivisione eucaristica più ampia in cui ciascuno sia chiamato a partecipare per la sua specificità: il protestante per lo spirito di ricerca e di innovazione, il cattolico per la ricchezza della sua tradizione e per la sua autorevolezza, gli ortodossi per la capacità di riflessione e meditazione.
Ma oggi è stato anche il giorno di S.E. Mons. Benigno Luigi Papa, che, in qualità di vicepresidente della C.E.I. , ha presieduto il consueto incontro dei relatori con i giornalisti. La sua riflessione iniziale era tesa a chiarire come il lavoro degli ambiti: fragilità, lavoro e festa, affettività, tradizione e cittadinanza, abbiano una partecipazione piena e convinta dei partecipanti, che stanno davvero arricchendo con i loro contributi le linee indicate dalle relazioni guida. Ma più interessanti sono state le risposte che l’Arcivescovo ha dato alle domande della stampa, spesso particolarmente ficcanti su una lettura purtroppo legata a schemi politici e di attualità di un evento che è e resta un fatto ecclesiale. ‘Non esiste nella Chiesa un problema di maggioranze e minoranze, né un problema di votazioni finale sul documento che scaturisce da ogni singolo ambito, la nostra Verità non è tale perché ha ricevuto un voto in più o in meno. La Chiesa non è un partito politico, la lettura degli avvenimenti di questi giorni come si trattasse di discussioni che abbiano bisogno della certificazione di un voto della base, non ha alcun fondamento. La Chiesa è, per Grazia di Dio, in cammino fecondo, la discussione di questi giorni serve a comprendere meglio, a mettersi in comunione, a riprendere il cammino con maggiore forza e sintonia.’
Questa sera la lettura prettamente italiana della realtà ecclesiale, riceverà il contributo di tre studiosi a livello europeo: Margaret Archer, dell’Università di Warwick, Michel Camdessus, Presidente delle settimane sociali in Francia, Jan Figel commissario alla formazione dell’Unione Europea, guidati dal Prof. Andrea Riccardi. Ma l’attesa è per domani giovedì, a Verona arriverà il Santo Padre e l’assemblea attende con ansia la sua parola ed il suo insegnamento.