Si apre a Verona il IV Convegno Nazionale della Chiesa Italiana

di Maria Silvestrini

La luce sghemba del tramonto accende di bagliori i tasselli della grande vela che fa da sfondo al palcoscenico dell’Arena. Sono i nostri santi, testimoni della storia millenaria della Chiesa Italiana, sono i laici capaci di dare testimonianza fedele alla Parola, che indicano di quanta speranza sia intessuto il cammino difficile della vita quale che sia il periodo storico in cui si consuma.
In questo scenario S.E. Mons. Flavio Roberto Carraio, Vescovo di Verona, ha aperto ‘con letizia e commozione’ il IV° Convegno Nazionale della Chiesa Italiana, chiamando i delegati ‘eletti’ a rappresentare con la loro presenza, non solo le singole diocesi di appartenenza ma tutti coloro che sono in ricerca, che non credono, che non conoscono, che anelano alla speranza.. ‘Non vi è angolo della terra e del cuore umano che non sia toccato da un afflato divino.’
Alla celebrazione della Parola, che ha avuto come elemento centrale la litania dei Santi, è seguita la prolusione del cardinale Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Milano e Presidente del Comitato preparatorio del convegno. Una prolusione incentrata su una professione di fede ‘Cristo è risorto, questa è la speranza che illumina e sostiene la vita e la testimonianza dei cristiani’, un invito pressante ai laici cristiani sull’urgenza di tenere massimamente desta non tanto la preoccupazione per le distanze tra l’essere Chiesa e la società in cui viviamo, bensì la preoccupazione per la specificità della fede cristiana.

Occorre recuperare la fondamentale dimensione della fede per vivere con speranza le nuove forme del quotidiano, per non cedere alla rassegnazione. Un obiettivo che si raggiunge con un comune cammino di Chiesa, occorrono comunione e corresponsabilità. Uno stile di vita diverso in cui la vocazione laicale sia segno evidente e chiaro di una dimensione di condivisione, in cui la testimonianza della Verità avviene con convinzione e mitezza, con capacità di dialogo e di apertura. ‘E’ venuta l’ora, – ha detto il cardinale Tettamanzi – nella quale la splendida teoria sul laicato espressa dal Concilio, diventi un’autentica prassi ecclesiale.’ Un’urgenza della presenza di un laicato forte e preparato che nei prossimi giorni troverà indicazioni concrete nei diversi ambiti in cui ciascuno può esprimere la propria fede e la propria vocazione alla santità.