Messaggio dell’Arcivescovo per la Quaresima 2005


     Si apre con l’immagine di Mosè che si vela il volto e si prostra alla presenza del Signore evocata dal roveto ardente, il messaggio dell’arcivescovo di Taranto, mons. Benigno Papa, per la Quaresima 2005. La teofania del Sinai sottolinea la santità e la trascendenza di Dio e il conseguente coinvolgimento di Mosè nel Mistero che gli è stato rivelato.

     Roveto ardente per ogni comunità cristiana e per ogni singolo credente è l’Eucaristia da celebrare e adorare con decoro e dignità, perché essa è la terra santa su cui riconoscere la presenza del Signore.

     Per accorgersi di questa presenza, secondo l’invito del presule tarantino è necessario curare l’ecologia dello spirito:

     ‘Nella nostra cultura contemporanea c’è molta attenzione al look del corpo, alle forme di inquinamento che sono presenti nell’aria, nella terra e nel mare. Sono tutte cose buone e giuste, anzi, per molti aspetti, doverose. Manca però una sufficiente attenzione a quelle forme di inquinamento della vita spirituale dell’uomo che resta la centrale di tutte le sue decisioni.
Mi auguro perciò che si sviluppi una ecologia dello spirito perché i virus che ne inquinano la vita siano tenuti sotto controllo. Vivere la quaresima come processo di purificazione del proprio cuore vuol dire, da una parte, avere il coraggio di tagliare, amputare, modificare tutto ciò che nel proprio mondo interiore va tagliato, amputato e modificato, dall’altra parte, sviluppare tutti quei germi di bontà che sono in noi presenti, ma che non sono sufficientemente visibili’.


     Il risultato di questa opera di riconoscimento della santità di Dio e di purificazione del cuore è il recupero pieno della propria libertà e la scoperta della missione che il Signore affida a ciascuno, unitamente alla forza per compierla.