«Si accenda la speranza e il coraggio di andare avanti”

È di questa mattina la visita e la celebrazione eucaristica all’ospedale cittadino ‘Moscati’ presieduta dall’arcivescovo monsignor Filippo Santoro, presente alla messa anche l’assessore regionale alla sanità Donato Pentassuglia.
Il vangelo della liturgia odierna diffusamente commentato dall’arcivescovo è stato calato nella situazione contingente dei pazienti ricoverati e di chi se ne prende cura. Uno dei primi quadri del secondo vangelo sinottico infatti ci mostra l’attività quotidiana del Signore che, insieme alla sua parola e all’esigenza personale di pregare, non nega la sua vicinanza soprattutto a chi soffre.
«La suocera di Simone era a letto con la febbre -racconta l’evangelista -; ed essi subito gliene parlarono; egli, avvicinatosi, la prese per la mano e la fece alzare; la febbre la lasciò ed ella si mise a servirli. Poi, fattosi sera, quando il sole fu tramontato, gli condussero tutti i malati e gli indemoniati;  tutta la città era radunata alla porta. Egli ne guarì molti che soffrivano di diverse malattie, e scacciò molti demòni e non permetteva loro di parlare, perché lo conoscevano» (Mc. 1,30-32).
«La mano del Signore tesa verso al suocera di Pietro, , – ha detto don Filippo ‘ continua a cercare ciascuno di noi, la nostra infermità, e ci conferma che non siamo soli. Gesù si china sulle nostre sofferenza, sulle nostre difficoltà. Anzi la fede ci comunica il prodigio dell’incontro con Cristo proprio nell’affanno. Nel dolore Dio ci tocca e ci sana». E ancora: «La garanzia che il Salvatore viene per i malati, per chi ha bisogno del medico, è motivo di fiducia perché tutte le croci di questa città non sono caricate sulle nostre spalle sole ma il Signore è con noi. Per questo prego che nei momenti bui della nostra città, ed è innegabile che viviamo tempi difficili e di smarrimento, si accenda la speranza e il coraggio di andare avanti senza scoraggiarsi. Il Signore presente che predica nella Sinagoga di Cafarnao è lo stesso che poi visita e dimora nella casa privata di Pietro e quindi nella casa di ciascuno di noi».
La speranza è stato il tema centrale della predicazione di monsignor Santoro anche alla celebrazione eucaristica di questa sera, nella chiesa di San Pasquale, dove si festeggia il compatrono della nostra città e nostro concittadino, sant’Egidio Maria di Taranto  e dove erano presenti le massime autorità cittadine accolte dal parroco padre Tonino Nisi.