Commissione speciale per i Riti della Settimana Santa

Seconda sessione


Sabato 22 giugno, si è tenuta in arcivescovado la seconda sessione dei lavori della commissione speciale per i Riti della Settimana Santa. I lavori sono stati aperti dall’arcivescovo monsignor Filippo Santoro che ha ribadito ancora una volta lo spirito e le motivazioni di fondo di questo percorso di ricerca e di riflessione. «Che cosa interessa all’arcivescovo? ‘ ha affermato monsignor Santoro ‘ La fede. Solo la fede. Le processioni e riti concorrono per vocazione a far splendere la bellezza della fede. Tutte le altre cose sono in funzione di questa».


L’incontro si è svolto intorno a due domande che hanno interessato, a turno, i singoli membri della commissione. I quesiti: «Secondo te il sistema in vigore per l’aggiudicazione dei simboli è il migliore? Potrebbe essere trasformato perché sia maggiormente espressione della fede?».


Gli interventi sono stati vari e articolati, vi sono state anche proposte concrete di revisione,  tutte orientate ad un maggiore esercizio della carità verso i confratelli indigenti o a sostegno di progetti sociali.


Ora, come annunciato, si rende necessario l’ascolto dei confratelli a partire della base, convocando le assemblee delle congreghe, per raccogliere opinioni a partire dalle domande proposte. Si evince, contrariamente a tante arbitrarie deduzioni ed ipotesi, che il lavoro è ancora all’inizio, più volto alla condivisione, alla comunione confraternale anziché a riforme repentine, magari indifferenti alla tradizione secolare. L’esercizio della revisione, tesa alla ricerca della Carità nella Verità, rientra nella prassi di una Chiesa che continuamente ha bisogno, con coraggio, di essere illuminata del Vangelo.


Ha concluso l’arcivescovo: «Desidero che i confratelli vivano la fede come evento quotidiano, nell’ordinarietà della vita, non solo come evento eccezionale annuale. Tempo, energie, soldi vanno spesisolo per il Signore, per vivere di Lui tutti i giorni della nostra vita. Togliamo, senza indugi, ogni sospetto di venalità. Studiamo i modi per raggiungere questo obiettivo, per essere segno di trasparenza evangelica. Ora ‘ ha esortato don Filippo ‘ raccogliete tutte le proposte nelle assemblee, la nostra riflessione deve essere attenta e accurata. La questione è aperta e lanciata a tutti: la chiesa di Taranto sia sempre più pura, trasparente e vicina alla gente». La commissione si riaggiornerà in ottobre.