Il Palazzo arcivescovile storia di pietre e fi uomini

Nel XX anniversario dell'ingresso in diocesi dell'arcivescovo, presentato il libro sull'episcopio 'Il Palazzo Arcivescovile di Taranto. Mille anni con la Città'. A commentare l'opera editoriale il card. Paul Poupard, Presidente emerito del Pontificio Consiglio della Cultura

‘E’ chiamato Palazzo Arcivescovile, ma in realtà oggi è qualcosa di più articolato e ricco di una semplice abitazione destinata ad una persona, sia pure ‘eccellente. Annesso alla Cattedrale, il Palazzo Arcivescovile di Taranto è il simbolo architettonico di una millenaria presenza della Chiesa nella Città, con la quale ha sempre interagito condividendo esperienze liete e tristi della sua storia e in cui è sempre stato un  irrinunciabile punto di riferimento’.  Questo stralcio della prefazione dell’arcivescovo al volume ‘Il Palazzo Arcivescovile di Taranto. Mille anni con la Città’  racchiude le considerazioni emerse nella serata della sua presentazione, avvenuta  sabato 19 giugno nel Salone dei Vescovi,  nel XX anniversario dell’ingresso in diocesi di mons. Papa, presenti autorità civili e militari,  il vicario generale, mons. Franco Castellana e mons. Emanuele Tagliente, vicario episcopale per gli affari economici.

Un’opera editoriale di qualità, firmata dal prof. Vittorio De Marco e dall’ing. Domenico Mancini e corredata dall’apporto fotografico di Piero Castronovo,  che documenta la storia del Palazzo Arcivescovile, gli interventi di restauro effettuati nel ‘900 negli episcopati di mons. Bernardi, mons. Motolese e del card. De Giorgi. Per raccontare, poi, dettagliatamente, il ripristino della memoria architettonica del  monumento, avviato dall’attuale ‘inquilino’, mons. Benigno Papa,  attraverso un intervento di restauro e recupero degli ambienti interni dell’edificio, rendendoli fruibili e accessibili e valorizzandone gli aspetti artistici.

La tenace volontà dell’arcivescovo nella realizzazione di un vasto piano di recupero dei più significativi beni culturali presenti sul territorio, di cui il Palazzo rappresenta un pregevole esempio, è stata sottolineata, nell’introduzione all’incontro, da mons. Tagliente.

È stata la presenza,  preziosa e apprezzata, del cardinale  Paul Poupard, ottantenne presidente emerito del Pontificio Consiglio della Cultura, ad accompagnare, con accento francese,  i convenuti nella comprensione del testo.

Il cardinale ha tratteggiato la storia del Palazzo, fatta non solo di pietre ma di vescovi, re, principi e persino briganti. E così si sono materializzate in rapida carrellata le immagini dei vescovi del passato da mons. Brancaccio a mons. Frangipane, dal card. Caetani a mons. Caracciolo  e mons. Capecelatro. Si arriva  poi  ai giorni dei giochi di potere tra borboni  e francesi  che culminano con l’occupazione francese, nel 1801,  del palazzo e una conseguente dissacrazione del palazzo per un uso troppo profano. Nei due conflitti mondiali il Palazzo si  trasforma  in un centro di carità materiale e morale, in  ufficio informazioni per i prigionieri e dispersi e nel 1943 ospita una radio che trasmette, via etere, notizie dei militari ai parenti e nel tardo pomeriggio, in collegamento con radio vaticana,  messaggi e notizie dei mariti e figli impegnati nel teatro di guerra del Mediterraneo. ‘Dal sottotitolo del libro si può evincere, ha sottolineato il cardinale,  come il palazzo arcivescovile sia stato, nel cuore della città, il cuore della città e nei momenti difficili della storia  il principale punto di riferimento perché lì era presente il personaggio più autorevole della città’, e ‘c’è un’immagine che attraversa come un filo rosso la storia di Taranto, negli ultimi quattro secoli, quella del vescovo che dialoga con la città, interviene per mediare, confortare, consigliare e progettare il futuro’.

In questo consolidato rapporto tra vescovo e città,  si è inserisce l’episcopato di  mons. Papa, in continuità con i suoi predecessori, e il cardinale individuando,  nel discorso pronunciato al termine della solennità del Corpus Domini del 1990, il manifesto programmatico del suo ministero,  ne ha evidenziato i temi fondamentali: ‘il dialogo costruttivo con la città; la condivisione dei problemi socio-economici e politici; l’impegno della Chiesa locale nel contribuire a risolverli e  la riscoperta della vita cittadina’.

A conclusione dell’incontro, l’arcivescovo ha ringraziato il cardinale per l’attenzione rivolta ai suoi scritti ed espresso apprezzamento per il libro dal quale è possibile desumere elementi storici della dimensione religiosa, sociale e politica degli episcopati della diocesi tarantina.