Tutto è nuovo questa mattina 19 ottobre, la città si è svegliata prima del solito, frettolosa di raggiungere il posto di lavoro prima che le strade centrali siano chiuse al traffico, davanti al padiglione delle assemblee la grande barca di massi di porfido attende il soffio della parola di Benedetto XVI° per gonfiare la grande vela segnata dalla croce, opera di Gianni Politi.
Molta sicurezza in giro, controlli stretti, ma grande serenità, direi gioia sui volti dei convegnisti che, chiuse le giornate di lavoro, sentono di meritare oggi l’incontro con il Santo Padre.
La delegazione tarantina, sparsa per mille rivoli, si incontra per i corridoi, si abbraccia, riparte sapendo che la Diocesi conta su una partecipazione convinta. L’attesa per oggi è tanta, come se nulla fosse stato fatto o detto, come se la parola del Santo Padre possa ‘fare nuove’ le parole e le conclusioni del dibattito.
‘Le parole di questo Papa bisogna ascoltarle con attenzione perché sono parole che pesano’ ci ha detto il nostro Arcivescovo Mons. Benigno Papa ieri, a margine della conferenza stampa, non solo i convegnisti, non solo la città di Verona, ma innanzitutto i nostri presuli, attendono con gioia e attenzione l’incontro con Benedetto XVI° in questa assemblea:
