Le parole del Parroco della Basica Cattedrale di San Cataldo

Saluto a S.E.Mons. Filippo Santoro in occasione del suo ingresso in Cattedrale

Eccellenza Reverendissima,
con grande affetto e deferente ossequio sono lieto, a nome dei confratelli presenti e dei fedeli accorsi così numerosi, di riceverLa nella Basilica Cattedrale di San Cataldo dove «si trova la cattedra del Vescovo, segno del magistero e della potestà del pastore della Chiesa particolare, nonché segno dell’unità di coloro che credono in quella fede che il vescovo proclama come pastore del gregge» (Cerimoniale dei Vescovi ( Cf. CE, 42).
In questi primi Vespri della solennità dell’Epifania, è per noi particolarmente importante che questo iniziale incontro con il Pastore si svolga nella Cattedrale, «possente simbolo della Chiesa visibile di Cristo, che in questa terra Jonica prega, canta e adora; di quel corpo mistico, in cui le membra diventano compagine di carità, alimentata dalla linfa della grazia» (Cf. CE, 43).
Gli occhi di tutti noi sono rivolti verso di Lei questa sera, brillano per l’emozione che nasce da questo momento di fede, e sono guidati da un cuore che batte all’unisono per la gioia di esprimerLe sincero amore che, sono certo, si trasformerà in leale fedeltà al Suo Ministero pastorale: siamo riconoscenti, per questo, al Signore che l’ha chiamata, attraverso l’augusta persona di Benedetto XVI, ma anche a Vostra Eccellenza che certamente vorrà bene a ciascuno di noi con la specifica paternità  della pienezza del sacramento dell’Ordine a Lei donato dalla Provvidenza.
In questo primo abbraccio di fede, in comunione con quanti l’hanno preceduta sulla Cattedra di San Cataldo, sentiamo pienamente di rappresentare  tutta la Chiesa diocesana, una porzione del popolo di Dio, che è affidata, in questo giorno solenne, alla Sua cura pastorale, ma anche avvertiamo la consapevolezza che, seguendo il Pastore siamo da lui uniti, per mezzo del Vangelo e dell’Eucaristia, nello Spirito Santo e così costituiti come Chiesa particolare, nella quale è veramente presente e agisce la Chiesa di Cristo, una, santa, cattolica e apostolica (Cf. Lumen Gentium,(Cf. LG 23). Non saremmo, infatti, né pietre vive e neppure effettiva comunità cristiana, ci ricorda la costituzione conciliare Lumen Gentium, se non sotto il sacro ministero del Vescovo (Cf. LG 26).
Da questa sera siamo lieti di affidarci alla cura pastorale del nostro nuovo Pastore che, in comunione e sotto l’autorità del Romano Pontefice (Cf. LG 21), guiderà la nostra Chiesa particolare di Taranto come vicario e ambasciatore di Cristo (Cf. LG 26-27), con il consiglio, la persuasione, l’esempio, ma anche con l’autorità e la sacra potestà ricevuta mediante l’ordinazione episcopale (Cf. LG 27) e di cui si servirà per edificare, nella verità e santità, il gregge affidato: «I fedeli devono aderire al vescovo come la Chiesa a Gesù Cristo e come Gesù Cristo al Padre, affinché tutte le cose siano d’accordo nell’unità e crescano per la gloria di Dio» (LG 27). Ascolteremo, quindi, con venerazione, nell’insegnamento di Vostra Eccellenza, la fede da credere e da applicare nella pratica della vita (Cf. LG 25)  e, docili, La seguiremo per arricchirci dal dono di santificare, che scaturisce dalla pienezza del sacramento dell’Ordine, specialmente per mezzo dell’Eucaristia della quale la Chiesa continuamente vive e cresce (Cf. LG 26).
Sono onorato di accoglierLa e sento il dovere innanzitutto di presentare a Vostra Eccellenza la Comunità Parrocchiale della Cattedrale,  il Vicario parrocchiale d. Cristian, le laboriose Suore Missionarie del Sacro Costato e i carissimi Catechisti, il Coro, le Confraternite e i fedeli tutti: abiterà nella nostra amata Isola, accanto a noi, tra le nostre case, ed è già, nei nostri cuori. Siamo certi che avremo modo di sperimentare il Suo amore e la Sua particolare e paterna attenzione pastorale per ognuno di noi.
È stato Suo desiderio, e ne siamo rimasti edificati, di voler abbracciare per primi gli ammalati e i giovani: due componenti preziose del Popolo di Dio.
Hanno immediatamente accettato con gratitudine e sono presenti: i carissimi amici dell’U.N.I.T.A.L.S.I., accompagnati dal presidente il Sig. Giovanni Insogna. Una importante Associazione che nella nostra Arcidiocesi, oltre al pellegrinaggio annuale a Lourdes che quest’anno certamente sarà onorato dalla Sua presenza, con i Volontari propone numerose iniziative a favore degli ammalati e dei loro familiari.
È con noi il Centro Volontari della Sofferenza, con la responsabile Annamaria Ciannamea: questi nostri fratelli e sorelle ci edificano con la loro sequela di Cristo, crocifisso e risorto, e l’esempio che fa emergere la possibilità di vivere la sofferenza senza soccombere allo scoraggiamento.
Sono anche presenti gli amici del Movimento Apostolico Ciechi, accompagnati dal presidente il Sig. Nicola Spataro: questa associazione è un luogo, da tutti riconosciuto, per la promozione delle persone non vedenti, ma anche segno e fermento di comunità ospitale, accogliente e aperte alle differenze.
La nostra attenzione non può che rivolgersi verso «le sentinelle del mattino», i giovani che con fragorosa amicizia l’hanno accompagnata da Piazza Castello fin qui in Cattedrale: essi vivono la loro esperienza cristiana nelle Parrocchie, nei Movimenti e nelle Associazioni della nostra Chiesa diocesana e sono guidati dal Direttore Diocesano della Pastorale Giovanile d. Emidio Dellisanti.
Concludo, anche io commosso in questo primo incontro con Vostra Eccellenza, invocando su tutti noi e sulle nostre famiglie la Sua paterna Benedizione.