In coincidenza con il Mercoledi delle Ceneri, mons.Benigno Papa, arcivescovo di Taranto, ha consegnato alla chiesa di Taranto la lettera pastorale per la Quaresima 2004 incentrata sul dovere missionario di trasmettere la fede di ‘generazione in generazione’, che è anche il titolo sintetico e tematico dell’intervento. Mons.Papa ritorna sulla nuova evangelizzazione di cui è protagonista l’intero popolo di Dio e ribadisce l’inversione del dinamismo: ‘dalle missioni al popolo ad un popolo in missione’, lanciato giusto un ano fa e già operativo nella vicaria di Martina Franca prima di estendersi gradualmente nei prossimi anni a tutte le altre zone pastorali della diocesi.
La lettera non si limita a richiamare compiti e doveri ma parte dalla obiettiva difficoltà che genitori ed educatori hanno nel trasmettere alle giovani generazioni il senso pieno della fede cristiana e dei valori che la sostanziano. I cambiamenti in atti nella società hanno reso più complessa la realtà e favorito le appartenenze deboli e il relativismo dottrinale ed etico:
‘In una situazione del genere, la reazione di molti giovani e quella di molte giovani coppie è ‘navigare a vista’: vivere, cioè, la propria esperienza umana senza preoccuparsi molto della eredità culturale del passato e senza tormentarsi per il futuro, ma accontentarsi di quei frammenti di soddisfazione umana che la vita quotidiana offre. Al futuro o non si pensa o, se si pensa, si finisce per avere paura di esso.’
Lo stesso calo demografico delle società europee è il sintomo più evidente di questa paura.
I primi ad avvertire in maniera drammatica questa situazione sono i genitori i quali, pur consapevoli della loro responsabilità educativa e pur decisi ad esercitarla, non riescono a trovare le modalità opportune per essere positivamente incisivi nel processo formativo dei propri figli, siano essi fanciulli, adolescenti o giovani. Avrebbero bisogno di aiuto, purtroppo non sempre lo trovano: non nella scuola che spesso si sottrae al dovere di offrire riferimenti valoriali con l’alibi di lasciare libere le coscienze dei ragazzi; eppure mai come in questo tempo si avverte la necessità di ‘maestri’ che aiutino a discernere il bene dal male,la verità dall’errore: non è un processo che condiziona semmai è la strade che rende veramente liberi.
In questa direzione grande è l’aiuto che può venire dalla proposta cristiana: ‘La fede cristiana’è affidamento della globalità della propria vita a Dio sorgente della vita e perciò capace di soddisfare i desideri più profondi che sono presenti nel cuore dell’uomo. Siamo, perciò, convinti che come il cristianesimo ha plasmato l’esistenza storica concreta di uomini e donne per duemila anni di storia, così anche oggi può guidare sulla via della verità e della vita i ragazzi e le ragazze, i giovani e le giovani del nostro tempo e del nostro mondo’
I luoghi dove concretamente incontrare questa proposta sono le comunità cristiane viste come scuole di vita e di sapienza dove si viene educati alle virtù umane e cristiane e dove si dà spazi alla speranza::
‘Perciò le nostre parrocchie sono e vorrei che fossero sempre di più luoghi ove si impara a vivere con sapienza. Gesù, per altro, è maestro di sapienza, Sapienza fatta persona. Alla sua scuola si diventa persone sagge, che sanno discernere, nella complessità delle situazioni storiche, il bene dal male, ciò che è effimero e ciò che davvero conta nella vita, le realtà penultime anche se importanti e le realtà ultime e definitive. Vivere non da uomini stolti, ma da persone sapienti significa, tra l’altro, saper fare uso buono del denaro, considerarlo per quello che esso effettivamente è: uno strumento che ci aiuta a vivere e non un idolo a cui tutto subordinare. Vivere con sapienza significa saper fare uso buono della libertà personale nella consapevolezza che essa può essere sorgente di attività orientate alla vita, ma anche matrice di gesti che conducono alla morte. Essere persone sapienti vuol dire vivere in un modo onesto, nella pratica della giustizia, nel rispetto dell’altro distinto da sé, con atteggiamenti di accoglienza e di solidarietà verso quanti sono nel bisogno. Essere persone sapienti vuol dire rinunciare per sempre a qualsiasi forma di violenza, escludere dal proprio orizzonte mentale l’intolleranza, porre gesti e parole che promuovono la pace, mantenere ferma la propria identità cristiana. Chi è sapiente sa trovare, nella molteplicità delle vicende terrene, momenti di riflessione personale e di preghiera; sa offrire spazi a Dio perché Egli entri e prenda la sua dimora nella nostra vita. In questo senso le parrocchie, le comunità cristiane hanno molto da dire da fare per le nuove generazioni’.
Di fronte ad un compito che potrebbe sembrare proibitivo, l’arcivescovo propone un patto collaborativo tra parrocchie, famiglie, associazioni, movimenti, scuole per un investimento formativo che alla lunga pagherà; in questo campo ci deve essere un’assunzione piena di responsabilità da parte dei sacerdoti, degli educatori, dei docenti, in particolar modo gli insegnanti di religione. L’obiettivo comune è quello di educare i giovani ad una fede capace di diventare cultura, generando comportamenti coerenti con il vangelo.
Il tempo quaresimale ‘ conclude mons. Papa ‘ è il tempo favorevole per la formazione cristiana di tutti i battezzati e il luogo di un vero tirocinio umano e spirituale al fine non solo di evitare le devianze giovanili ma soprattutto per legare le generazioni nel segno della fede cristiana comunicando loro un amore grande e una misericordia senza limiti. Quella di Dio.
Taranto, 26 febbraio 2004
Sac. Cosimo Damasi
Direttore dell’Ufficio
