Saluto di benvenuto a nome di tutte le famiglie della Diocesi di Taranto

Taranto, Concattedrale Gran Madre di Dio

Eccellenza Carissima,
Siamo onorati di porgerLe il saluto di benvenuto a nome di tutte le famiglie della Diocesi di Taranto, espressioni meravigliose della grande famiglia che è la Chiesa di Cristo. La nostra Chiesa è in festa! La gioia del Natale che stiamo vivendo, si fa storia in modo mirabile nella sua Persona che il Santo Padre Benedetto XVI ha voluto e scelto come Pastore della nostra Diocesi.
Sappiamo bene quanto a Lei stia a cuore la famiglia in tutti i suoi aspetti, la famiglia, definita dal Concilio ‘piccola Chiesa domestica’, corroborata dal sacramento del matrimonio. Di essa in particolare, emergente è la questione educativa: essa è il  luogo dove si educa davvero, e dove si tramandano alle nuove generazioni i valori fondamentale che sono il tessuto vitale della società. Non possiamo essere di certo noi qui a presentarLe le profonde difficoltà in cui nell’attualità sono costrette a vivere le famiglie italiane e più in particolare le nostre famiglie tarantine: la precarietà economico-finanziaria in cui siamo chiamati oggi a vivere, i continui e ripetuti attacchi al valore istituzionale della famiglia provenienti da più fronti: i mass-media, le proposte legislative, la mentalità antiprocreativa che talvolta serpeggia anche tra noi cattolici, che non confidiamo nell’esistenza di un Padre che non ci abbandona mai, anche quando ci chiama ad essere generosi ed aperti al dono della vita.
Passano così in secondo piano quei valori essenziali della famiglia come istituzione sociale (accoglienza, solidarietà, fraternità, dialogo e servizio) e come soggetto per la crescita del bene comune (generare, formare, educare). Così, se da un lato lo Stato delega alla famiglia il compito trasmettere i valori della convivenza civile e del rispetto della legalità, di formare nuovi cittadini a servizio dello sviluppo economico, sociale e culturale,  dall’altro lo Stato stesso non agevola o spesso isola la famiglia non fornendole le risorse e gli strumenti necessari all’adempimento dei suoi compiti.
La precarietà e in vari casi l’assenza di lavoro meritano un’attenzione particolare: bypassando le note vicende sull’incertezza delle attività, soprattutto di iniziativa privata, è opportuno focalizzare quanta difficile applicazione trovino oggi i concetti di onestà e correttezza, lo spirito di altruismo, in un mondo sempre più pervaso da una ‘Mentalità Dominante’ che si contrappone a una visione Cristiana della vita. Del resto viviamo tutti quotidianamente gli esempi che ci vengono dai modelli proposti in tutti le forme comunicative possibili. Gli ambienti di lavoro sono i contesti nei quali diventa ancora più arduo testimoniare andando contro corrente: e allora noi genitori spesso ci troviamo di fronte alla scelta di come educare i nostri figli, di come prepararli all’affrontare le situazioni difficili che si presentano già fin dalla scuola dell’obbligo. E’ una scelta dura,
Eccellenza, perché spesso non si sa dove è il bene, e spesso i ritmi della vita sono talmente frenetici che non si ha nemmeno il tempo di riflettere prima di agire. Chi può prepararci ad affrontare le scelte educative?
Eccellenza, la sua paternità sarà di stimolo, di incoraggiamento per la nostra paternità, perché siamo fedeli agli impegni familiari, ecclesiali, e civili, assunti con il matrimonio. Vogliamo interpretare i sentimenti di tutti nel ringraziare il Signore che si fa presente in mezzo a noi attraverso la sua parola e il suo ministero episcopale. Le chiediamo:  realizzi nella nostra Chiesa di Taranto l’Avvenimento  che è Cristo. Sia vicino a noi genitori troppo spesso affaticati e stanchi, ai  ragazzi e ai giovani sovente disorientati e sfiduciati, agli anziani soli e talvolta cogli occhi spenti per l’assenza di calore umano. Nella sua parola troveremo sempre le risposte agli interrogativi e alle perplessità di ogni giorno. Desideriamo farci suoi compagni di viaggio nella bella avventura di portare Cristo agli uomini del nostro tempo. Conti su di noi e ci benedica.


Angelamaria e Giampiero Venuto e i figli