Vorrei potervi abbracciare uno ad uno

Mons. Santoro in Visita alla Casa Circondariale


 









È stato uno dei primi desideri di monsignor Filippo Santoro, insediatosi da appena dieci giorni a Taranto,  quello di vistare, domenica scorsa, la casa circondariale quale luogo prioritario delle sue attenzioni pastorali. Anche nel capoluogo ionico, come in tutta Italia, è particolarmente grave il problema del sovraffollamento e del degrado; nella struttura tarantina sono circa 600 i detenuti a fronte dei 300 posti disponibili. Prima la Santa Messa, poi un incontro informale con i detenuti: tutti hanno stretto la mano e hanno abbracciato don Filippo che non si è sottratto alle lacrime e agli entusiasmi di tutti, direzione, autorità giudiziarie e personale compresi.

La struttura carceraria era stata tirata a lucido pur non volendo nascondere  in nessun modo i problemi gravi, non ultimo quello dell’assenza di riscaldamento dovuto al taglio delle risorse che non consente l’acquisto del combustibile necessario. Audacia nel proporre pene non detentive ha auspicato il nuovo arcivescovo di Taranto che, in linea con Benedetto XVI, ha deplorato lo sconto di una doppia pena, di una detenzione in condizioni che offendono la dignità umana.

Infine un appello alla stampa, in considerazione del fatto che nel carcere di Taranto sono reclusi detenuti agli onori della cronaca nera nazionale ed estera: «Approfitto dell’occasione per rivolgere un invito agli operatori della stampa e dei vari mezzi di comunicazione, perché nel racconto dei fatti, nella ricerca della verità, non scoprano mai il fianco alle tentazioni dell’attuale mercato dell’informazione. Nella cronaca e nei commenti si sforzino di esercitare la professione secondo la misura deontologica più alta, perché si rispettino sempre le vittime dei crimini, le persone in attesa di giudizio e non si spettacolarizzi mai il male, che non fa altro che abbruttire e diseducare la nostra società. Meglio una copia venduta in meno a fronte di una coscienza morale migliore! Il giornalismo, voi me lo insegnate, può essere un canale privilegiato di Civiltà e di Evangelizzazione, intesa come diffusione della verità».

E. Ferro